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Per non addormentarci, dobbiamo lottare ogni giorno_ Vangelo del giorno

9 agosto_ SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE

Oggi, il Vangelo del giorno,  ci dice che per non addormentarci, ovvero di dimenticare, di rimuovere l'orizzonte della venuta del Signore dobbiamo lottare ogni giorno per non lasciare appesantire le nostre vite dalla routine, dalla ripetitività del quotidiano,

«In verità io vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora».

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: "Ecco lo sposo! Andategli incontro!". Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: "Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Le sagge risposero: "No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene". Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: "Signore, signore, aprici!". Ma egli rispose: "In verità io vi dico: non vi conosco". Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora». Mt 25,1-13


Commento al Vangelo

SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE

Questa parabola descrivere la prolungata attesa della venuta gloriosa del Signore Gesù: è lui, il Messia, e il vero problema è come comportarsi in questa attesa. Come vigilare? Siamo chiamati a essere figli e figlie del giorno, a vivere nella luce, a essere consapevoli di ciò che viviamo e di ciò che ci accade intorno. C'è un sapere, una conoscenza, una vera intelligenza che nasce soltanto dalla vigilanza, dall'attenzione. Si tratta di concentrarsi, di vivere una tensione verso, di fissare l'esercizio delle nostre facoltà intellettive e sensitive su qualcosa di preciso. Vigilare, vegliare, è un movimento dell'intero essere umano, corpo e spirito, e per questo non è necessario avere tanti doni. Si tratta di acconsentire a una unificazione personale in cui si è capaci di attendere, di fare attenzione; si tratta di raccogliere tutte le nostre forze per dirigerci interamente verso qualcosa. E in questo è fondamentale vivere in una dimensione di preghiera. Per non addormentarci, ovvero di dimenticare, di rimuovere l'orizzonte della venuta del Signore dobbiamo lottare ogni giorno per non lasciare appesantire le nostre vite dalla routine, dalla ripetitività del quotidiano, che è pur sempre l'oggi di Dio, l'unica porta d'accesso nel mondo alla venuta finale del Signore. In tutto questo l'estrema vigilanza, l'estrema sapienza, il vero discernimento consisteranno nel mettere la nostra debolezza, la nostra pochezza, la nostra povertà davanti al Signore: noi cerchiamo di andare incontro al Signore, il quale però già ci viene incontro, e porterà certamente a compimento, lui che è fedele e sapiente, lui che ci ama di amore eterno, quanto ha iniziato in noi.



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