Storia dell'Ordine

La notte della Domenica delle Palme, il 18 marzo 1212, Chiara accompagnata da Pacifica di Guelfuccio si recò di nascosto alla

Porziuncola, dove l'attendeva Francesco ed i suoi frati. Qui le furono tagliati i capelli, per consacrarla così alla vita di penitenza. Vennero chiamate inizialmente "Povere Dame recluse di San Damiano" poi, dopo la morte di Chiara, Clarisse. Nel 1215 Francesco scrisse una prima regola dell'Ordine. Nel 1228, Gregorio IX,  scrive per loro una bolla chiamata “Privilegio della povertà” che esprime il senso della chiamata di Chiara nella chiesa, l’amore per il Crocefisso povero, motivo per qui non voleva possedere,  per non avere nessuna sicurezza se non Cristo.

Dal 1219 al 1247 tutti i monasteri delle Damianite sorti nel frattempo, adottarono la "Regola di Ugolino", con un'attenzione particolare per le "osservanze" di Francesco. Nel 1247 la nuova Regola di Innocenzo IV veniva a sostituire quella benedettina, ma questa decadde in brevissimo tempo.

Santa ChiaraDopo la morte di Francesco, Chiara sapendo che alcuni monasteri accettavano donazioni e rendite, e volendo salvare ad ogni costo la povertà compose una regola simile a quella dell'Ordine dei frati minori, che fu approvata dal Cardinale Rainaldo nel 1252 e, alla vigilia della sua morte, da papa Innocenzo IV, recatosi a San Damiano per portarle la sua benedizione e consegnarle la bolla papale che confermava la sua Regola. La Regola di Chiara riguardava il convento di S. Damiano, per il quale solo era stata approvata. Per questo fatto nel sec. XIII furono pochissimi i monasteri che l'adottarono. Allo scopo di ovviare ad alcuni inconvenienti e di ristabilire una certa uniformità giuridica nei monasteri papa Urbano IV,  il 18 ottobre 1263 scrive una nuova Regola per risolvere la questione dei rapporti giuridici tra i monasteri femminili e frati minori. Si tratta della prima Regola femminile scritta da un papa. Con lui nasce ufficialmente l’Ordine di santa Chiara, raccogliendo sotto la nedesima Regola i Monasteri conosciuti con diversi nomi: come Sorelle povere, Signore, Donne rinvchiuse, Povere Dame. Urbano IV, che introduceva il voto di clausura, In essa le Sorelle Povere furono dette Clarisse e Monache claustrali fino ai giorni nostri, diventando il modello della "claustrale", forma di vita estesa a tutte le donne religiose, di qualsiasi ordine, con la Bolla Periculoso di Bonifacio VIII del 1289, a prescindere dai diversi carismi, nella quale stabiliva la norma della clausura perpetua riguardo alle donne "per tutte e le singole monache, presenti e future di qualsiasi congregazione e ordine, in qualsiasi parte del mondo risiedano".

In questo modo si crea una duplice osservanza: quella della Regola di S. Chiara o della Prima Regola e delle Urbaniste o della Seconda Regola. A seguire nel tempo, tralasciando alcune riforme, alle Damianite e alle Urbaniste si aggiunsero le Colettine, sono le monache appartenenti all'Ordine sorto in Francia agli inizi del sec. XIV, dalla Riforma introdotta da S. Coletta di Corbie (1381-1447). Le monache Clarisse Cappuccine furono fondate a Napoli nel 1535 da Maria Lorenza Longo, la quale si ispirò alla Riforma dell'Ordine dei Frati Minori operata da Matteo da Bascio (Cappuccini). E le Alcantarine, vennero fondate nel 1870 a Castellammare di Stabia, dal sacerdote italiano Vincenzo Gargiulo (1834 - 1895) insieme alla terziaria francescana Maria Luigia Russo (suor Maria Agnese dell'Immacolata).

La Federazione Clarisse Urbaniste

La Federazione di Santa Chiara d’Assisi delle Monache Clarisse Urbaniste d'Italia è formata dai Monasteri che professano la Regola delle Suore di S. Chiara promulgata da Papa Urbano IV nel 1263. Da qui il nome di Clarisse Urbaniste.

La nostra Federazione è sorta nel 1958 su indicazione della Madre Chiesa che nel 1950 con la Costituzione Apostolica “Sponsa Christi”, promulgata dal Sommo Pontefice Pio XII, aveva indicato alle sorelle che vivono in monasteri di clausura l’opportunità, ormai improrogabile, di riunirsi in Federazione per un aiuto vicendevole.. Siamo dislocate in tutta Italia e con tre monasteri all’estero: in Venezuela, Messico e Romania.

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