3 dicembre_ San Francesco Saverio
Oggi, il Vangelo del giorno, ci invita a ripartire, di riaprire il nostro cuore all'accoglienza.
«Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito».
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed
egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli». Mt 8,5-11
Commento al Vangelo
Anche noi, come il centurione ci avviciniamo al Signore ben consapevoli della nostra fragilità. Il centurione chiede una guarigione. Sì, Signore, dì solo una parola e la nostra vita potrà rinascere e potremo ripercorrere con verità il cammino di avvento per farti ancora nascere in noi. Abbiamo forte, in noi, il desiderio di accoglierti. Ci prepariamo al Natale, il tempo ci segna, le esperienze ci cambiano, perciò ogni anno abbiamo bisogno di ripartire, di riaprire il nostro cuore all'accoglienza
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Meditazione del Vangelo del giorno preparata dalle sorelle Clarisse del Monastero Santa Chiara di Oristano