30 marzo_ Beato Amedeo IX di Savoia
Oggi, il Vangelo del giorno, ci dice che così saremo fatti giusti della sua misericordia.
«O Dio, abbi pietà di me peccatore».
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l'intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: "O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo". Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: "O Dio, abbi pietà di me peccatore". Io vi dico: questi, a differenza dell'altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato». Lc 18,-14
Commento al Vangelo
Due personaggi: uno sta a distanza uno è vicino. Non osa avvicinarsi, bussa alla porta di Dio e chiede di essere trasformato, sta chiedendo di diventare altro, di cambiare la sua condizione, per cui ottiene il cambiamento. Il fariseo non torna a casa giustificato, non dice cose false perché la sua preghiera non è una preghiera. Ringrazia, non è un ladro , non è un ingiusto, non è un adultero non lo è obbiettivamente, paga l decima, fa il digiuno, tutto buono, ma Gesù gli fa capir che è il disprezzo, che serve fare tutto giusto se disprezza? Ha la presunzione di essere giusto. Il confronto è su chi è peggio di noi, ha disgusto per il prossimo. La giustizia di Dio sorge dalla propria povertà, come possiamo avrà un cuore nuovo? Misurandoci con la misericordia di Dio e la mia povertà. Così saremo fatti giusti della sua misericordia.
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