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Glorifica il tuo Figlio, perchè il Figlio glorifichi te_ Vangelo del giorno

16 maggio_ s. Margherita da Cortona

 Oggi, il Vangelo del giorno, ci dice che Gesù invoca il Padre di renderci suoi figli e, di conseguenza, di affratellarci tra noi nella più salda, perché divina, unità.


«Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te.


In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te». Gv 17,1-11

Commento al Vangelo

Custodire diventa la preghiera incessante di Gesù, ma questo non ci toglie la responsabilità personale di essere custodi di noi stessi , dei fratelli, del creato.Ma cosa significa custodire nel nome del Padre qualcuno? Significa conservarlo perennemente nel suo amore, nella sua verità, giustizia perfetta, carità, compassione, pietà, liberandolo da ogni vizio, peccato, imperfezione. Finora è stato Gesù a custodire tutti coloro che il Padre gli ha donato. Quanto il Padre gli ha comandato di fare Lui lo ha fatto. Uno però è andato perduto: Giuda. La perdizione di Giuda ci rivela il mistero della libertà dell'uomo, che può accogliere o rifiutare, sviluppare o non sviluppare i doni di Dio. Giuda ha accolto la vocazione, ma poi non ha perseverato in essa. Si è lasciato imprigionare il cuore dall'avidità, cupidigia, avarizia insaziabile e per questo è andato perduto. Ci sono passaggi, fatti, incontri che solo a distanza di tempo riusciremo a cogliere , intravedendone un significato di grazia che in un primo momento era inconprensibile. Custodire nel cuore un esercizio per ogni nostro cammino.

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Domenica, 27 Maggio 2018
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