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Anche anche noi a volte facciamo scelte di vita che invece sono scelte di morte_ Vangelo del giorno

30 settembre_ XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Oggi, il Vangelo del giorno,  ci dice che  anche noi a volte facciamo scelte di vita che invece sono scelte di morte. Ci capita di scegliere noi stessi. Scegliere la comunione è il compimento della nostra esistenza. Gesù Cristo ha lasciato che le sue mani suoi piedi fossero crocifissi perché tutti entrassimo nella sua vita

 «​E' meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue». 

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue». Mc 9,38-43.45.47-48

Commento al Vangelo

Il Vangelo mette in evidenza il problema di essere dei nostri. Cosa conta nella nostra vita? Uno scaccia i demoni , ma non è dei loro. Gesù dice che non è possibile fare il bene nel nome del male, il male non può procurare la vittoria contro il male. Un vittoria vera sul male può venire solo da Dio. Mentre questi discepoli hanno escluso un fratello perché il loro problema non era la vittoria sul male, e che la vittoria di Cristo si estenda a quanti più uomini, ma solo di difendere la loro cerchia, Gesù propone altro. Tagliare una mano un piede, zoppi piuttosto che escludere qualcuno. La logica della salvezza non può essere l'esclusione di qualcuno. Anche noi a volte facciamo scelte di vita che invece sono scelte di morte. Ci capita di scegliere noi stessi. Scegliere la comunione è il compimento della nostra esistenza. Gesù Cristo ha lasciato che le sue mani suoi piedi fossero crocifissi perché tutti entrassimo nella sua vita. Il bene non è astratto come pensano i discepoli, ma va fatto attraverso il proprio sangue, pagando con la propria vita. Voler bene significa sempre perdere i privilegi, mettere da partele nostre prerogative. Questa è opera di Dio che permette all'uomo rompe il terrore di perdere qualcosa.

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