29 ottobre_ Sant' Onorato di Vercelli
Oggi, il Vangelo del giorno, ci dice che la donna liberta glorifica Dio.
«Donna, sei liberata dalla tua malattia».
In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C'era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio. Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato». Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l'asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?». Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute. Lc 13,10-17
Commento al Vangelo
Gesù è un Maestro insegna in sinagoga, ma non per tutti Gesù è il Maestro. C'è una donna curva, Gesù la vede. Quanti le sono passati avanti, hanno visto questa donna piegata e sofferente. ma mai nessuno l'ha vista veramente. Gesù ci insegna che vede solamente colui che sa prendersi cura della persona, che sa patire con lei, che vede anche ciò che è stato detto. La donna non parla, Gesù vede per incontrare, noi guardiamo perché vogliamo sapere, per sindacare. Gesù supera l'indifferenza e il giudizio. Gesù si fa carico di una donna senza parole che è passiva. Nessuno intercede per lei presi da stessi, dai propri mali. Gesù ha un cuore sensibile. C'è uno spirito che Gesù nomina che tiene legata la donna. La donna liberta glorifica Dio. Il capo della sinagoga attacca Gesù ma non in maniera diretta, ma parla alla folla usa Dio per mascherare la sua ipocrisia, la sua incapacità di amare. Anche se siamo senza parole stiamo presso Gesù.
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