24 maggio_DEDICAZIONE della BASILICA PAPALE di S. FRANCESCO in ASSISI
Oggi, il Vangelo del giorno, Gesù ci dice che nessuno viene al Padre se non per mezzo di Lui..
«Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. GV 2,13-22
Commento al Vangelo
L'episodio è introdotto dall'annotazione temporale "Si avvicinava la Pasqua dei giudei", la festa che Israele celebra ogni anno nel plenilunio di primavera come memoriale dell'esodo dall'Egitto. Gesù, salito a Gerusalemme in occasione di questa festa, entra nel tempio , il luogo dell'incontro con Dio, ma constata che esso non è rispettato nella sua funzione; anzi, da luogo di culto a Dio è diventato luogo commerciale, sede di traffici "bancari", mercato dove regna l'idolo del denaro. Com'è possibile una tale perversione? Il mercato era nell'atrio riservato alle genti, perché potessero avvicinarsi e cercare il Dio vivente, procurava un'enorme ricchezza ai sacerdoti, agli inservienti del tempio e a tutta la città santa. In particolare, in quel luogo erano installati banchi di cambiavalute, che consentivano a quanti provenivano dalla diaspora di fare offerte al tempio e di acquistare le vittime per i sacrifici. Trovando questa realtà, subito Gesù "fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe e si proclama Figlio di Dio, definendolo "Padre mio". Il gesto compiuto da Gesù è scandaloso per i sacerdoti e per gli uomini religiosi della città santa. Di fronte a un comportamento che contraddice la loro funzione e autorità, essi si chiedono chi sia mai questo Gesù e che autorità ha, e se ce l'ha, dia un segno, mostri la sua autorizzazione ad agire in questo modo! Scacciando tutte le vittime destinate al sacrificio pasquale, Gesù di fatto impedisce la celebrazione della Pasqua secondo la Torah, dunque attenta al culto stesso. Di fronte a questa accusa, implicita nelle affermazioni degli uomini religiosi che a lui si rivolgono, egli risponde con parole enigmatiche, che sono una profezia, ma che in verità quei contestatori non possono comprendere. Dice, infatti, sfidandoli: "Distruggete questo santuario e in tre giorni lo rialzerò, lo farò risorgere". Parole che i giudei non comprendono e si domandano: " Il luogo dell'incontro con Dio è il corpo di Gesù, il luogo del vero culto a Dio è Gesù. Questo significano le sue parole: nessuno viene al Padre se non per mezzo di me … Chi ha visto me, ha visto il Padre".
Meditazione del Vangelo del giorno preparata dalle sorelle Clarisse del Monastero Santa Chiara di Oristano
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