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Abbandoniamoci a Dio mettendo la nostra anima nelle sue mani_ Vangelo del giorno.

24 novembre_ Santa Flora di Cordova

Oggi, il Vangelo del giorno,  ci  dice di abbandonarci a Dio mettendo la nostra anima nelle sue mani.

«La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie». 
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c'è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: "Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello". C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: "Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe". Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda. Lc 20,27-40

Commento al Vangelo

Quante persone sono immerse nella sofferenza, quanti stanno male, non hanno le forze per lottare e si abbandonano alla disperazione. Eppure una speranza c'è sempre e si chiama resurrezione. La resurrezione è quella eterna, la promessa di Dio di entrare in un altro mondo dove le nostre anime godranno della vita eterna. Ma su questa terra tutti possiamo risorgere. Così come nella resurrezione dopo la nostra morte nella quale ci abbandoniamo a Dio mettendo la nostra anima nelle Sue mani, così anche chi soffre e non ha più forze mette la speranza della sua resurrezione nelle nostre mani. Abbiamo un potere, dono di Dio per il quale possiamo far risorgere dal dolore e dalla sofferenza coloro che incontriamo.

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Mercoledì, 19 Dicembre 2018
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