30 maggio_ Santa Giovanna d'Arco
Oggi, il Vangelo del giorno, ci dice che Cristo continua a soffrire nelle membra del suo corpo, nei suoi figli innocenti, poveri e abbandonati.
«Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi»
In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà». Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». Mc 10,32-45
Commento al Vangelo
Alle già difficili esigenze proposte da Gesù per diventare suoi discepoli, ecco aggiungersi una inattesa profezia sul suo destino. Gesù vede ciò che i suoi ancora non vedono e sa che a Gerusalemme tutto cambierà. Gesù è disposto ad andare fino in fondo, non arretra di un passo. In questo contesto drammatico la richiesta di Giacomo e Giovanni suona inopportuna e sconcertante. La reazione, ancora una volta, è assurda: il "cento volte tanto" è stato interpretato come dei privilegi di cui godere. Gli apostoli cominciano a discutere fra loro, cercano sicurezze, risposte, rassicurazioni. E la rabbia degli altri discepoli per non averci pensato per primi. Gesù mette da parte il suo dolore e ancora li ammaestra: il premio non consiste in un posto nel governo. Invece di diventare discepoli fuggono e cercano le scorciatoie. Solo in teoria i due sono disposti a seguire il maestro anche nell'ora più cupa. In realtà tra poche settimane alla destra e alla sinistra di Gesù siederanno due malfattori crocifissi come lui. Quante volte vorremmo condividere la gloria di Dio senza condividerne la pena. Quante volte vorremmo crescere nella vita spirituale e nella maturità umana senza faticare, senza lottare, senza patire. La crescita richiede necessariamente un passaggio, a volte doloroso. Siamo disposti a credere fino in fondo? Quante volte seguiamo Gesù solo nelle cose che ci fanno piacere. Quante volte seguiamo il vangelo solo per essere rassicurati, per avere delle certezze, per avere dei punti di riferimento. Seguire il Signore, invece, significa necessariamente fare esperienza del dono di sé, amare fino a donare la propria vita, come ha saputo fare Lui.
Meditazione del Vangelo del giorno preparata dalle sorelle Clarisse del Monastero Santa Chiara di Oristano
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