25 novembre_ s. Caterina d'Alessandria d'Egitto
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadduccei, i quali negano che vi sia la risurrezione, e gli posero questa domanda: "Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello. C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli. Da ultimo anche la donna morì. Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie". Gesù rispose: "I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui". Dissero allora alcuni scribi: "Maestro, hai parlato bene". E non osavano più fargli alcuna domanda. Lc 20,27-40
La vita eterna non dipende dall'uomo, dalle nostre capacità generative o dal nome che abbiamo saputo procurarci ma è dono di Dio. È la Sua fedeltà a garantirci un destino di libertà e di pienezza, l'eredità dei viventi, la ricchezza di appartenere al suo Regno. Tutto inizia da qui, ora, nel riconoscere ciò che davvero vale, nella scegliere lo stile di Cristo, della direzione del Vangelo, imparando a vivere per Lui, guardando agli altri e il mondo attraverso il suo sguardo.
