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Dobbiamo seguire Gesù senza riserve, senza avere garanzie _ Vangelo del giorno.

4 marzo_ San Casimiro

Oggi, il Vangelo del giorno,  ci dice che Gesù vuole che il giovane, vuole che si senta visto si senta conosciuto nel suo cuore, si senta accolto. 

«Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò»​.
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: "Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre"». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio». Mc 10,17-27

Commento al Vangelo

Che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna? Gesù gli pone una contro-domanda, "Perché mi chiami buono?. Quest'uomo che interroga Gesù deve interrogare se stesso, deve comprendere che la bontà che Dio vuole è la bontà verso gli altri, e che il male che Dio non vuole è il male che facciamo agli altri. Ogni comando di Dio è dato perché l'uomo diventi più buono, tenda all'amore, pienezza di tutta la Legge. Risponde: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza. Allora Gesù, fissato lo sguardo su di lui, lo amò". Attraverso il guardare, il fissare lo sguardo, Gesù vuole comunicare in modo più profondo con quel giovane, vuole che egli "si senta visto", si senta conosciuto nel suo cuore, si senta accolto. Quel giovane si è sentito guardato e amato dal Signore, per lui il volto di Gesù è diventato il volto di uno che offre attenzione e amore, sicché questi non vanno meritati, vanno solo accolti con stupore, perché sono la grazia. Ecco dove Gesù ha portato il giovane con il suo sguardo e il suo amarlo: a riconoscere che gli manca qualcosa, una sola, ma che dunque non può essere soddisfatto di se stesso. Egli deve ormai rispondere a quello sguardo, deve sentire che lo sguardo e l'amore di Gesù lo spingono a cambiare vita, a prendere un nuovo orientamento, a mutare i rapporti che ha con gli altri e con le cose, per poter seguire Gesù e aderire a lui. Seguire Gesù senza riserve, senza avere garanzie o vie di fuga, comporterà per tutti una decisione da cui non si può tornare indietro: se si hanno beni, si vendono e si danno ai poveri; se si ha una famiglia e la si abbandona; se si ha una professione e la si lascia, allora si può seguire Gesù senza nostalgie e senza indecisioni per scelte ancora da fare. Ma a queste parole egli si fa triste e si tira indietro. Non crede a quello sguardo, non crede a quell'amore di Gesù, e quindi non sa rispondere a Gesù.

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Sabato, 23 Marzo 2019
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