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Abbracciando la croce nella libertà e per amore dietro a Gesù, si va incontro alla beatitudine_ Vangelo del giorno

17 SETTEMBRE_ IMPRESSIONE DELLE STIMMATE DI SAN FRANCESCO

Oggi, il Vangelo del giorno,  ci dice che  abbracciando la croce nella libertà e per amore dietro a Gesù, va incontro alla beatitudine, alla vita bella, alla bontà della convivenza fraterna. Perché alla fine della strada c'è la vita, la resurrezione.

 «Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell'uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi». 

In quel tempo, Gesù diceva a tutti: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso? Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell'uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi». Lc 9,23-26


Commento al Vangelo

​La fede di Gesù, non una certezza, ma la fede che si è nutrita dell'ascolto della Parola contenuta nelle sante Scritture, del discernimento dei segni dei tempi, dell'ascolto attento e amoroso della voce di Dio dentro di sé nelle sue ore di preghiera. Ed ecco l'invito conseguente di Gesù: se qualcuno vuole venire dietro a me, seguirmi, essere mio discepolo, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Si tratta di caricarsi dello strumento della propria esecuzione, per rinnegare, far morire, uccidere l'uomo vecchio che è in noi, con le sue "membra di peccato". Non indica una sterile mortificazione, bensì una sottomissione degli istinti mondani, delle pulsioni cariche di egoismo che ci abitano. Caricarsi della croce significa immettere nella propria vita la logica della cura dell'altro, del servizio dell'altro fino a sottomettersi a lui; significa spendere la vita per gli altri, fare della propria esistenza una pro-esistenza, una vita per gli altri; significa dimenticare se stessi e smettere di affermare se stessi senza gli altri e contro gli altri. La vita, o la si dona oppure la si tiene gelosamente per sé: se la si dona, si trova beatitudine; se la si tiene per sé, si trova la morte. Ecco il senso dell'aggiunta finale di Gesù: "Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà". Gesù, quando pensa al "prendere la croce" non lo intende in senso masochistico o doloristico. Al contrario, abbracciando la croce nella libertà e per amore dietro a Gesù, va incontro alla beatitudine, alla vita bella, alla bontà della convivenza fraterna. Perché alla fine della strada c'è la vita, la resurrezione.

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IMPRESSIONE DELLE STIMMATE DI SAN FRANCESCO
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