5 ottobre_ San Placido Monaco
Oggi, il Vangelo del giorno, ci dice che Dio è misericordioso ma se restiamo nei nostri vizi e dei nostri peccati questa misericordia non cambia il nostro cuore.
«E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».
In quel tempo, Gesù disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato». Lc 10,13-16
Commento al Vangelo
Dio è misericordioso ma se restiamo nel pantano dei nostri vizi e dei nostri peccati questa misericordia non cambia il nostro cuore. Dio è tenerezza ma non sostituisce il nostro impegno al cambiamento. Gesù è colpito dall'indifferenza e dalla reazione delle città della Galilea nei suoi confronti. Presi dalle proprie certezze religiose, certi di essere dei prescelti, degli eletti, gli ebrei non si preoccupano di coltivare la propria fede e non riconoscono i profeti come Gesù. Così Gesù annota, amaramente, come le città pagane del passato si siano convertite, davanti alla sollecitazione degli uomini di Dio, cosa che le città dalla fede ebraica non sanno fare. Anche noi rischiamo di confrontarci con il mondo attorno e di trovarci migliori, di essere, tutto sommato, in grazia di Dio. Ma questa certezza diventa pericolosa e mortale se non si apre alla continua conversione.
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