06 luglio_ s. Maria Goretti
Oggi, il Vangelo del giorno, ci dice che solo se riconosciamo la povertà che ci abita possiamo metterci alla sua sequela.
«Àlzati – disse allora al paralitico, prendi il tuo letto e va' a casa tua». In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: "Misericordia io voglio e non sacrifici". Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». Mt 9,9-13
Commento al Vangelo
Gesù è venuto a guarire la malattia nel cuore dell'uomo da cui escono tutte le azioni che offendono la propria dignità e quella altrui. E' venuto per chi sbaglia, per chi va fuori bersaglio nella vita, per chi non riesce ad amare se stesso e gli altri. Solo se riconosciamo la povertà che ci abita possiamo metterci alla sua sequela.Meditazione del Vangelo del giorno preparata dalle sorelle Clarisse del Monastero Santa Chiara di Oristano
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