12 aprile_ s. Pascasio Radberto
Oggi, il Vangelo del giorno, ci dice che la missione di ogni discepolo è essere servi gli uni degli altri
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: "Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno". Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato». Gv 13,16-20Gesù chiede ai suoi discepoli di diventare servi gli uni degli altri, di mettere la loro intelligenza, il loro tempo, il loro talento, a servizio dai fratelli. Lo fa dopo avere lavato i piedi ai discepoli, il gesto umilissimo delegato al servo o allo schiavo. Gesù chiede ai suoi di imitare ciò che fa abitualmente, di diventare servi a immagine del servo, di entrare nella logica divina che egli ha manifestato con coerenza e forza. Non tutti capiscono questa richiesta. Gesù risorto è venuto ad inaugurare un tempo e un luogo di nuova umanità, in cui non prevale il più forte e non si rincorre il potere. Accogliamo chi parla del Signore Gesù, sempre, anche quando la sua Parola ci giunge dalle labbra poco coerenti o di una persona che dice di non essere credente. Siamo chiamati a riconoscere i semi della presenza del Verbo, in tutte le situazioni in cui ci troviamo a vivere.
Meditazione del Vangelo del giorno preparata dalle sorelle Clarisse del Monastero Santa Chiara di Oristano
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