20 aprile_ s. Aniceto
Oggi, il Vangelo del giorno, ci dice che se ci nutriamo di Lui sperimentiamo la vita dell'Eterno.
In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao. Gv 6,52-59
Spesso ci comportiamo a compartimenti stagni, un modo a lavoro, un modo in famiglia, un altra con gli amici, un altra la domenica nell'ora della Messa rispetto alresto della giornata. Atteggiamenti per cogliere l'attimo, ma anche altrove. Se ci nutriamo di Lui sperimentiamo la vita dell'Eterno. Se ci nutriamo di lui dimoriamo in lui. Se ci nutriamo di lui viviamo anche di lui. Se ci nutriamo di lui sperimentiamo la resurrezione della vita in noi. E' un viatico, che ci sostiene durante il cammino che ci porta verso la pienezza, così l'azione del Signore nella nostra vita produce un altro effetto invece di separare ambiti, comportamenti, tempi, unifica.
Meditazione del Vangelo del giorno preparata dalle sorelle Clarisse del Monastero Santa Chiara di Oristano
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