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Scopriamo i segni della presenza del Signore nella nostra quotidianità_Vangelo del giorno.

4 aprile_Sant' Isidoro di Siviglia

Oggi, il Vangelo del giorno,  ci  dice che non c'è nulla da fare: un cuore ostinato, una religiosità che si auto-compiace e si auto-incensa non è in grado di recepire la presenza del Messia.

«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera».

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C'è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l'amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall'unico Dio? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?». Gv 5,31-47

Commento al Vangelo

​Quanto è difficile accogliere sul serio il messaggio del Signore se non abbiamo l' umiltà dell'ascolto. Gesù, accusato, argomenta se non credono alle sue parole possono credere alla testimonianza del Battista o alle opere che egli compie o provare a vedere nella Scrittura quanto si riferisce a lui. No, non c'è peggior sordo di chi non vuole ascoltare, di chi si ostina nelle proprie piccole convinzioni. Che non succeda anche a noi di essere talmente certi delle nostre convinzioni da non lasciare a Dio la possibilità di illuminare la nostra vita, di allargare i nostri orizzonti. Seguiamo ancora oggi i profeti, i grandi segni della presenza del Signore e la Scrittura per discernere e riconoscere il Maestro nella nostra quotidianità.

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Lunedì, 09 Dicembre 2019
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