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Monastero santa Chiara, il Vangelo del giorno

20 febbraio_ Ss Francesco e Giacinta di Fatima

Oggi, il Vangelo del giorno, ci ricorda che la preghiera diventa lo strumento più immediato ed efficace per riscoprire il nostro vero volto e il volto di Dio.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggiil nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe. Mt 6,7- 15

Non vogliamo convincere Dio sfinendolo con le nostre,spesso vuote e inopportune, parole. Non facciamo come con i potenti di questa terra, con gli amici degli amici, sperando che qualcuno ci possa dare una mano, raccomandare, trovare un posto per un appuntamento. È un buon padre che ci rivolgiamo, uno che sa di cosa abbiamo bisogno. Allora: perché pregare? Se Dio sa già tutto tanto vale pregare.Dio sa, in lui tutto è presente. Ma siamo noi che non vediamo e, spesso, la nostra preghiera diventa lo specchio che ci restituisce la verità di noi stessi. E, a volte, il fatto che la nostra preghiera non venga esaudita è la molla per capire che ciò che chiediamo, forse, non è il nostro bene o che non siamo pronti a ricevere ciò che chiediamo. Non sprechiamo inutilmente le parole, allora, ma impariamo ad ascoltare, riscopriamo il valore e il dono della preghiera. Quella preghiera che, giorno per giorno, feconda i nostri giorni e cambia il nostro modo di vedere la vita. A volte facciamo fatica a pregare, anche dopo molti anni di tentativi e di esperienza. Non ci resta che arrenderci all'evidenza, ammettere la nostra incapacità e chiedere al Signore di insegnarci lui a pregare. La preghiera che ci consegna, l'unica che egli ci ha donato, quella autentica, quella che si traduce in scelte concrete, come quella ardua del perdono del fratello, o diventa sterile ed inutile. Interroghiamoci con onestà sul nostro modo di pregare, riscopriamo l'autenticità che la deve caratterizzare, la passione che la spinge, la concretezza che la nutre. La preghiera diventa lo strumento più immediato ed efficace per riscoprire il nostro vero volto e il volto di Dio.

Meditazione del Vangelo del giorno preparata dalle sorelle Clarisse del Monastero Santa Chiara di Oristano.

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