21 ottobre_ ss. Orsola e comp.
In quel empo disse ai suoi discepoli "Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire». Lc 12,8-12
L'impegno coraggioso a riconoscere pubblicamente la sua amicizia con Gesù, comporta come conseguenza la comunione personale con lui al momento del suo ritorno per giudicare il mondo. Allo stesso tempo il tradimento, «chi mi rinnegherà», colui che ha paura di confessare, riconoscere pubblicamente Gesù, si condanna da solo. Da questa decisione, riconoscere o rinnegare Gesù, dipende la nostra salvezza. Anche se si è esposti alle ostilità del mondo, è indispensabile non venir meno nella testimonianza coraggiosa a Gesù, alla sua comunione con Lui, valere non vergognarsi di essere e mostrarsi cristiani.
