14 agosto_ san Massimiliano Kolbe
Oggi, il Vangelo del giorno, ci dice che l'amore verso i piccoli e gli esclusi deve essere l'asse della comunità di coloro che vogliono seguire Gesù.
«Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda». Mt 18,1-5.10.12-14
Commento al Vangelo
I piccoli non sono solo i bambini, ma anche le persone povere e senza importanza nella società e nella comunità. Gesù ci chiede che questi piccoli siano sempre al centro delle preoccupazioni della comunità, poiché il Padre non vuole che si perda nemmeno uno. I discepoli vogliono sapere chi è il più grande nel Regno. Dobbiamo avere lo spirito di servizio, di dono, di perdono, di riconciliazione e di amore gratuito, senza cercare il nostro interesse. La misura dell'importanza delle persone nella comunità sono i piccoli, che non hanno importanza sociale. Dobbiamo diventare bambini. Invece di crescere verso l'alto, devono crescere verso il basso e verso la periferia, dove vivono i poveri, i piccoli che saranno i più grandi nel Regno. Il motivo è questo: "Chi riceve uno di questi piccoli, riceve me!" Gesù si identifica con loro. I bambini non hanno merito. E' la pura gratuità dell'amore di Dio che qui si manifesta e chiede di essere da noi imitata. Gesù ci dice di non essere motivo per i piccoli di perdita di fede in Dio ed abbandono della comunità. Non possiamo permettere, in nessun modo, che i piccoli si sentano emarginati nella nostra comunità, poiché in questo caso, la comunità non sarebbe più un segno del Regno di Dio. La parabola delle pecore rivela la gioia di Dio per la conversione di un peccatore che non vuole che si perda nemmeno uno di questi piccoli. Con altre parole, i piccoli devono essere la priorità pastorale della Comunità, della Chiesa. Devono stare nel centro della preoccupazione di tutti. L'amore verso i piccoli e gli esclusi deve essere l'asse della comunità di coloro che vogliono seguire Gesù. Poiché è così che la comunità diventa la prova dell'amore gratuito di Dio che accoglie tutti.
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Meditazione del Vangelo del giorno preparata dalle sorelle Clarisse del Monastero Santa Chiara di Oristano