Tommaso Celano, parlando di Francesco e di Chiara dice che camminarono «dietro le orme dello stesso Cristo e della sua santissima Madre». Francesco scrive alle Clarisse, che da lui avevano ricevuto la Forma di vita: «Voglio seguire la vita e la povertà dell'altissimo Signor nostro Gesù Cristo e della sua santissima Madre»
La devozione alla Vergine Maria di Chiara si trattava di una devozione straordinaria. Aveva una profondissima fiducia nel suo aiuto. La Madre di Dio si prende veramente cura dell'uomo, è vera madre pure per gli uomini: insegna loro ad avvicinarsi a Cristo e diviene il modello luminoso del vero imitatore di Cristo. Imitare Maria è la strada più sicura per unirsi a Dio. A questa amorosa Madre non dobbiamo, dunque, rifiutare il nostro affetto.
Chiara prende a modello soprattutto la castità e verginità di Maria. Contempla la povertà nella vita della Vergine e in questo trova un nuovo obbligo a praticare questa virtù.
Maria si dichiara «serva» del Signore; perciò l'imitazione di lei conduce all'umiltà. Chi la segue nella verginità, povertà e umiltà è chiamato da Dio ad una grazia simile alla sua: portare «con corpo casto e verginale» il Figlio dell'Altissimo. E seguendola per la strada dell'umiltà e povertà, camminerà con la Vergine fino ai piedi della croce.
Esorta le sue sorelle all'imitazione di Maria e non solo di Cristo: «È questa, carissime sorelle mie, la vetta di quella povertà altissima che vi ha fatti eredi e regine del Regno dei cieli, vi ha rese povere di sostanze, ma ricche di virtù. Questa sia la vostra porzione, che è quella che porta alla terra dei viventi. Alla quale, dilettissime sorelle, interamente affezionate, per amore di nostro Signore Gesù Cristo e della sua santissima Madre, non vogliate mai aver altro sotto il cielo. Chiara si è sforzata di diventare «una perfetta imitatrice della Vergine Maria».
