11 novembre_ s. Martino di Tours
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Procuratevi amici con l'iniqua ricchezza, perché quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto. Se dunque non siete stati fedeli nella iniqua ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona". I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si beffavano di lui. Egli disse: "Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio". Lc 16,9-15
La fede è una cosa seria implica un'opzione di fondo che non sopporta compromessie che è tutta rivolta nella scelta del servizio e anche di chi e di che cosa servire. Se diamo la priortà alle cose, al denaro, e ad ogni forma di richezza materiale, diventiamo complici di una logica che assegna valore alla quantità che traveste il superfluo in essenzialità. Da lì è facile diventare schiavi dell'ansia di un profitto che ci rende forti, capaci intoccabili. Qui possiamo vedere a chi apparteniamo, se siamo gestiti da ciò che abbiamo, oppure siamo affidati a Colui che cammina avantia noi, provedendoci di una inconsumabile richezza.