2 settembre_ XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Oggi, il Vangelo del giorno, ci dice che quando accettiamo di essere incompleti e imperfetti al fine di accogliere la misericordia, ecco che Dio può carezzare il nostro cuore povero.
«Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro».
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini". Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo». Mc 7,1-8.14-15.21-23
Commento al Vangelo
Nel Vangelo di questa domenica c'è una descrizione della cura per i rituali religiosi da parte degli osservanti delle norme della tradizione. Anche noi noi oggi cerchiamo di aggiustare noi stessi, di migliorare la nostra immagine, della forma fisica. Seguire il look o della propria salute passando la vita ad aggiustarsi. Con l'angoscia di non sentirsi mai del tutto a posto. L'uomo è incompleto. Eppure l'incompletezza non ci è data per la frustrazione, ma per l'apertura all'altro e soprattutto a Dio. Il nostro vero problema è un cuore storto e chiuso che produce propositi di male per la mancanza di amore. Quando accettiamo di essere incompleti e imperfetti al fine di accogliere la misericordia, ecco che Dio può carezzare il nostro cuore povero.
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Meditazione del Vangelo del giorno preparata dalle sorelle Clarisse del Monastero Santa Chiara di Oristano