3 dicembre_ 1°domenica di avvento
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all'improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!». Mc13,33-37
Cosa significa vegliare? Vuol dire "stare svegli", stare con gli occhi aperti, "fare attenzione". È la postura della sentinella che veglia, lottando contro il sonno e soprattutto contro l'intontimento spirituale; che tiene gli occhi ben aperti e scruta l'orizzonte per cogliere chi e che cosa sta per giungere. Vegliare è un esercizio faticoso, perché in esso occorre impegnare la mente e il corpo, ma è un esercizio generato e sostenuto da una speranza salda: c'è qualcuno che giunge, qualcuno che è alla porta; qualcuno che, amato, invocato, ardentemente desiderato, sta per venire. E siccome quel "giorno" verrà all'improvviso, non sarà fissato né provocato da alcuna ragione appartenente a questo mondo, ma risponderà solo a un decreto di Dio, estrinseco alla storia e al mondo, allora occorre essere preparati, e ci si prepara esercitandosi a una lotta senza tregua contro ogni tentazione di abbassare la guardia, di chiudere gli occhi, di non accorgersi di nulla. "Non abbiamo bisogno di nient'altro che di uno spirito vigilante".