By Monastero Santa Chiara on Giovedì, 04 Ottobre 2018
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Andare a Gesù significa trovare consolazione di un maestro che accoglie sempre e non esclude nessuno_ Vangelo del giorno

4 ottobre: san Francesco d'Assisi

Oggi, il Vangelo del giorno,  ci dice che  chiedimo pietà di noi, che siamo peccatori, e andare da Gesù che ci accoglie tra le sue braccia e  riposare

 «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli». 

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Mt 11, 25-30

Commento al Vangelo

Gesù si rivolge a Dio con una confidenza unica: lo chiama Padre perché in questo nome sono racchiusi per Gesù la tenerezza, l'amore e la misericordia. Ma cosa sono queste cose che Dio ha nascosto ai saggi e rivelato ai piccoli? Essenzialmente la rivelazione che Gesù è colui che racconta e narra Dio e, insieme, la rivelazione da parte del Padre di Gesù, il Figlio, al credente. A Gesù è stato dato tutto perché è il Figlio del Padre, colui che il Padre solo conosce. Ma anche Gesù solo conosce pienamente il Padre, Dio, perché da lui è venuto nel mondo, e solo Gesù può far conoscere Dio al suo discepolo, perché nessuno va al Padre se non attraverso di lui. Ecco la rivelazione dell'identità di Gesù, del suo rapporto con Dio, della conoscenza di Dio da parte del discepolo. Questo il mistero consegnato al discepolo, mistero da adorare, da accogliere in silenzio, da viversi quotidianamente nella fedele sequela di Gesù che ci porta al Padre. Per questo Gesù si rivolge all'uditorio con un invito: Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete riposo per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero. Gesù chiama a sé quelli che cercano Dio, desiderano vedere il suo volto, vogliono avere comunione con lui. Li chiama e richiede solo di essere accolto con gioia, confidando nell'amore di Dio che è sempre preveniente e mai va meritato. Gesù è l'uomo delle beatitudini, proclamate perché da lui vissute in prima persona: è povero e umile, capace di piangere, mite, affamato e assetato di giustizia, puro di cuore, operatore di pace, perseguitato. Per chi si trova in queste condizioni, andare a Gesù significa trovare comunione, consolazione, intimità di un maestro che con dolcezza e umiltà accoglie sempre e non esclude nessuno. Chi non riesce a portare i pesi riesce solo a dire: Pietà di me, che sono un peccatore, può andare da Gesù che lo accoglie tra le sue braccia e in lui riposare. Perché riposare è innanzitutto poter dimorare nella quiete tra le braccia di chi ci ama senza riserve.

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