È meglio morire con Cristo piuttosto che vivere senza di Lui_ Vangelo del giorno.
Oggi, il Vangelo del giorno, ci dice che la fedeltà al Vangelo a volte è la fatica, altre volte consiste nell'accettare le incomprensioni, altre volte significa investire energie e risorse in un progetto senza vedere i frutti.
«Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò».
In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!». Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l'aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell'esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. Mc 6,14-29
Commento al Vangelo
La vicenda di Giovanni Battista ricorda che la fedeltà al Vangelo a volte è la fatica, altre volte consiste nell'accettare le incomprensioni, altre volte significa investire energie e risorse in un progetto senza vedere i frutti. Giovanni Battista ha pagato con la vita. Non ha fatto della sua vita un idolo, la fedeltà a Dio era per lui un bene essenziale della vita stessa. Giovanni viene arrestato perché proclama la verità. Per questo viene ucciso. Una testimonianza luminosa e attualissima. Viviamo in un'epoca in cui la verità viene calpestata, la menzogna è così diffusa. La voce di questo profeta, soffocata nel sangue, ancora risuona e la sua testimonianza ancora illumina. Questa è la certezza dei martiri. È meglio morire con Cristo piuttosto che vivere senza di Lui, meglio stare in comunione con Cristo che vivere nel benessere o nel successo mondano. I martiri sono la testimonianza più autentica che Cristo è l'unico bene, tutto possiamo ricevere con lui e niente ha valore senza di Lui. Oggi chiediamo la grazia di restare attaccati a Gesù come l'unico e sommo Bene.
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Meditazione del Vangelo del giorno preparata dalle sorelle Clarisse del Monastero Santa Chiara di Oristano
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