1 dicembre _ sant' Eligio

Oggi, il Vangelo del giorno,  ci dice che dobbiamo assumere la postura dell'uomo in cammino, in posizione eretta, sorretti dalla speranza e camminare sicuri verso il Signore che viene.

«Vegliate in ogni momento pregando». 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo». Lc 21,34-36

Commento al Vangelo

​Che cosa dobbiamo fare in attesa di quel giorno? Vigilare, stare attenti, osservare la realtà nella quale si è immersi. Anche noi leggendo in profondità eventi del nostro tempo e realtà dei nostri luoghi, possiamo interpretarli come "segni", cioè segnali capaci di indicare qualcosa: segni-segnali dei tempi e dei luoghi che i discepoli di Gesù devono essere esercitati a interpretare, per comprendere come e dove va la storia guidata da Dio e come gli uomini si oppongono a questo cammino. Dobbiamo non abbatterci ma sollevare la testa, assumere la postura dell'uomo in cammino, in posizione eretta, sorretti dalla speranza e camminare sicuri verso il Signore che viene. Aspettiamo davvero questo evento oppure non ci crediamo? Ma è su questa venuta del Signore nella gloria che si decide la nostra fede cristiana, la quale non è solo un'etica nello stare al mondo, non è solo l'adesione a una storia di salvezza, ma è speranza certa della venuta del Signore: colui che è venuto nella debolezza della carne umana a Betlemme, verrà gloriosamente nella pienezza di Dio e Signore, per fare cielo e terra nuovi. L'Avvento ci invita a risvegliare l'attesa, ci invita a invocare: Vieni, Signore Gesù!

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