13 agosto_ San Ponziano e Ippolito

Oggi, il Vangelo del giorno,  ci dice che rimanere non è solo restare, ma significa essere comunicanti in e con Gesù.

«Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà».

In quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati. Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì». Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei». E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va' al mare, getta l'amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala loro per me e per te». Mt 17,22-27


Commento al Vangelo

Siamo figli liberi, tempio della gloria di Dio, frutto della Pasqua di Gesù che si è lasciato consegnare nelle mani degli uomini. Dal pesce catturato dall'amo gettato da Pietro viene la moneta per il tmpio. Quel pesce è la metafora di Gesù: il suo essere catturato e ucciso sulla croce. Gesù è colui che prende la sua croce e ci invita a fare altrettanto. Gesù è colui che sale sulla croce e in essa vi rimane inchiodato per sempre. Ci rivela la sua verità, parla loro della sua croce ed essi si rattristano perché vi è un forte contrasto, anzi una abissale contrapposizione e divergenza tra ciò che dice il Maestro e ciò che essi si sono immaginati di Lui.


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