​16 marzo_ s. Ilario e Taziano

Oggi, il Vangelo del giorno, ci dice che  Liu è la rivelazione definitiva del Padre

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Gv 7,1-2.10.25-30

Gesù affronta il rischio di essere arrestato, torna a Gerusalemme per annunciare il vero volto di Dio. Gesù non accetta di farsi da parte, ha una precisa missione da compiere e intende portarla fino in fondo. Afferma di essere l'unico che conosce veramente il volto di Dio. A volte ci facciamo un'idea di Dio che stentiamo a modificare, un Dio potente al quale affidarci per tenere lontano da noi minaccie, tensioni, oltraggi, morte. Gesù è venuto a raccontarci l'intimità di Dio. Gesù è determinato davanti alla morte, nel tentativo di non lasciare che le nostre paure, il nostro peccato, la nostra fragilità stravolgano il bellissimo e luminosissimo volto del Padre. Impegniamoci, in questa Quaresima, per riscoprire il volto del Dio di Gesù Cristo.


Meditazione del Vangelo del giorno preparata dalle sorelle Clarisse del Monastero Santa Chiara di Oristano

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