20 gennaio_ s. Eustochia da Messina

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé». Mc 3,20,21

Gesù non si risparmia, dedica tutto il suo tempo all'annuncio del Regno, si dimentica di mangiare. Contraddiceil nostro modo di vivere, di intendere la religione, di vedere noi stessi. Tutti pensiamo, che la vita sia una battaglia giocata all'ultimo sangue per emergere, per affermarsi, per essere qualcuno, costi quel che costi. Gli altri, al massimo, possono essere utilizzati, servire, aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi. Gesù, invece, mette gli altri nel mezzo, le loro priorità al centro delle proprie scelte. Proclama "beati" coloro che donano la loro vita per gli altri. Tutti pensano che le persone religiose influenti e capaci, come Gesù, dovrebbero fare del loro carisma l'occasione per farsi servire, per manipolare le persone, per nascondersi dietro una patina di santità. Gesù, invece, fa diventare servo il Maestro, proponendo se stesso come modello di mitezza e di umiltà. 

Meditazione del Vangelo del giorno preparata dalle sorelle clarisse del Monastero santa Chiara di Oristano