7 novembre_ s. Prosdocimo


In quel tempo, uno dei commensali disse a Gesù: "Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!". Gesù rispose: "Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. Ma tutti, all'unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c'è ancora posto. Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena". Lc 14,15-24

Tutti gli invitati declinano l'invito a cena perchè cose più importanti da fare, cose impossibili da rimandare. Quante volte capita anche a noi che le nostre urgenze diventano un affannarci per piccoli o grandi idoli , divinità surrogate che prendeno il nostro tempo e il posto di Dio? Come se tutta la nostra esistenza dipendendesse da noi, come se la salvezza degli altri dipendesse da noi. Oggi cerchiamo di restituire un pò di tempo a Dio pensando che anche io sono povero, cieco, zoppo, non autosufficiente per fare della mia mia vita una festa senza il SIgnore.