10 ottobre_ Ss. Daniele e compagni
In quel tempo mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta». Lc 10,38-42
Ospitare non è solo “fare cose” per chi ci visita, ma anche dargli del proprio tempo, fare di sé uno spazio per l’altro attraverso l’ascolto. Ecco perché Gesù distingue tra «le molte cose» per le quali Marta si preoccupa e «l’unica cosa necessaria», la «buona porzione» scelta da Maria. Marta è affannata, è in balia della preoccupazione; più volte Gesù ha messo in guardia i suoi discepoli dal cadere preda di questa «malattia» tanto sottile quanto pericolosa. Per noi cristiani uno dovrebbe essere il desiderio essenziale, non quei tanti desideri per i quali siamo tentati di affannarci: l’ascolto assiduo del Signore, cioè il lasciare che Cristo sia il Signore della nostra vita, che sia lui, con la sua parola e le sue azioni, a orientare la nostra esistenza. Non basta servire, occorre diventare servi e Maria, stando ai piedi di Gesù per ascoltare la sua parola, è come la serva del Signore attenta alla sua voce. Non dimentichiamo che anche oggi nella chiesa il “fare servizi” può diventare una militanza che fa rumore, che si agita, che giudica gli altri che si comportano diversamente che si agita, che giudica gli altri che si comportano diversamente, che si chiude all’ascolto fino a distaccarsene per percorrere i propri cammini, fino a perdere lo stile evangelico. Marta e Maria abitano in noi in modo quasi inseparabile. Spesso è Marta che prevale, che si affaccia per prima, spingendoci a correre incontro a Gesù – e agli altri, in cui egli è presente, ad accoglierlo anche festosamente, ma ponendo in primo piano il nostro attivismo, senza metterci realmente al suo servizio. Maria invece sonnecchia nelle nostre profondità: per lasciarla emergere occorre morire al proprio egoismo e risorgere nell’atteggiamento di chi si pone ai piedi di Gesù per ascoltare con un cuore unificato la sua parola.