15 dicembre_ s. Valeriano

In quel tempo, Gesù disse alla folla: "A chi paragonerò io questa generazione? Essa è simile a quei fanciulli seduti sulle piazze che si rivolgono agli altri compagni e dicono: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un demonio. È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. 

Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere". Mt 11,16-19

I bambini sono molto sensibili alle emozioni che li circondano, e dopo averle intercettate si adattano, con una firza e una capacità ceativa sorprendenti. Senza esserne consapovoli sanno leggere i tempi e dello spazio che vivono. Sensibili al presente e sognatori per il futuro. E noi davvanti alla realtà che abitiamo quali risonanze avvertiamo nel cuore? Quale sapienza cerchiamo per interpretare quest'ora? Come accogliamo il passaggio del Signore? La nostra idea di DIo ci rende sempre dubbiosi e insoddisfatti, tanto da non sentirlo mai adeguato a quanto ci aspettiamo? Magari siamo indifferenti? oggi che cosa mi stà affidando il Signore? una gioia da celebrare, un lamento da consolare. è la carità a dire la verità sui i nostri incontri con il Signore. Di Gesù dicono mangione e beone... e noi da chi ci difendiamo? dal giudizio degli altri o dalla tentazone di prenderre le distanze da ciò che ci coinvolge nell'agire di Dio?