26 luglio_ Santi Gioacchino e Anna


Oggi, il Vangelo del giorno,  ci dice che  il mistero di Dio, o è "dato", o non può essere compreso

Santi Gioacchino e Anna
« Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano».

In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: "Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!". Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!». Mt 13,10-17


Commento al Vangelo

Alla domanda circa il perché Gesù parli "a loro" in parabole il Signore risponde usando il verbo "dare"; questo ci immette subito nel cuore del discorso: il mistero di Dio, o è "dato", o non può essere compreso; esso è puro e misterioso dono dall'alto.
Orgoglio e durezza di cuore chiudono l'accesso al Regno, e tale chiusura pare come una sanzione nei confronti di ogni nostra vanità. In tal modo Dio stabilisce la "confusione" dei sapienti e degli intelligenti e la gloria dei "piccoli".
Dice ai discepoli "beati"; sono beati non per loro merito, ma solo per la grazia di Dio.



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