19 maggio_ s. Teofilo

 Oggi, il Vangelo del giorno, ci dice che ci è chiesto quell'abbandono filiale che ci costruisce e ci rende liberi.


« Tu seguimi»

​In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere. Gv 21,20-25

Commento al Vangelo

​Che cosa sarà di noi? Che cosa sarà degli altri? Pietro vorrebbe sapere qualcosa di più sul suo destino e su quello dei suoi amici. Ma non gli è concesso. Non ci è concesso. Siamo invitati ad andare a vedere, a dimorare, a restare qualunque cosa succeda. Quanto vorremmo avere delle certezze,quanto vorremmo, proprio perché cristiani, avere qualcosa in più. Ci è chiesto quell'abbandono filiale che ci costruisce e ci rende liberi. Fidarsi veramente di Dio, affidargli la nostra vita e le nostre scelte, ci conduce a fare esperienza di Vangelo, a diventare noi stessi buona notizia per gli altri.

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