Un cammino verso Chiara, nel ricordo del transito
















Sabato sera abbiamo fatto memoria del Transito di San Francesco, nell’anno in cui ricordiamo gli 800 anni dalla sua morte.
Non è stata soltanto una processione. È stato un cammino nella memoria.
La statua di Francesco ha attraversato le vie del centro di Oristano fino a raggiungere il Monastero di Santa Chiara e le sorelle Clarisse, ripercorrendo idealmente uno dei momenti più intensi raccontati dalle fonti francescane.
Dopo la morte di Francesco, avvenuta alla Porziuncola la sera del 3 ottobre 1226, il suo corpo venne portato verso Assisi. E lungo quel cammino si volle passare da San Damiano, perché Chiara e le sue sorelle potessero salutarlo un’ultima volta.
Francesco e Chiara.
Due vite diverse e profondamente unite dalla stessa scelta: seguire Cristo nella povertà, nella fraternità e nel Vangelo.
Ottocento anni dopo abbiamo voluto ricordare quel passaggio con un gesto semplice ma ricco di significato: Francesco che attraversa ancora una volta le strade per arrivare da Chiara.
E forse proprio il Transito ci consegna l’immagine più autentica di Francesco: non quella di un uomo che trattiene la propria vita, ma di un uomo che, arrivato alla fine, la riconsegna interamente a Dio.
Le fonti raccontano che volle essere deposto sulla nuda terra, povero fino all’ultimo, circondato dai suoi fratelli, mentre si cantavano le lodi del Signore.
Un uomo che chiamò persino la morte “sorella”.
A ottocento anni di distanza, il suo passaggio continua ancora a interrogarci.
E risuonano le parole che la tradizione francescana ci ha consegnato: «Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni».
Sabato, per qualche ora, quelle antiche strade tra la Porziuncola, San Damiano e Assisi sono sembrate incontrare le nostre.
E Francesco è tornato, simbolicamente, da Chiara.
Pace e bene.
Fraternità dell'Ordine Francescano Oristano

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